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"Fare cose con le parole"

ChatGPT e altri LLM come Conversatori Scritti Non Umani

di Giovanni Acerboni, 23 aprile 2024

 

Io chiamo Conversatori Scritti Non Umani (CSNU) i vari Large Language Model (LLM) generativi di testo, come ChatGPT, Gemini, Mistral ecc.

Questo è quello che fanno: conversano per iscritto con noi. Su qualsiasi argomento ne sanno ormai poco meno di un manuale universitario, e supereranno presto questo limite, arriveranno a comprendere i tecnicismi più specifici, a elaborare discorsi sempre più raffinati e precisi.

I CSNU mettono e metteranno sempre più alla prova la competenza del loro conversatore umano, che potrebbe non essere in grado di valutare la qualità e la validità delle risposte.

La qualità delle risposte dipende dalla qualità della domanda, del prompt.

Un prompt semplice, zero shot, una richiesta secca produce risposte banali.

Ma quando conversiamo nella vita reale non ci comportiamo così, perché sappiamo conversare.

Sappiamo conversare, ma sappiamo anche che cosa succede quando conversiamo?

Se non lo sappiamo, ci dobbiamo fidare delle generiche indicazioni dei prompt zero shot, few shot, chain of thoughts ecc.

In realtà, l’analisi della conversazione – branca della pragmatica – è davvero la chiave per ottenere le migliori prestazioni dei CSNU. Perché i CSNU sono davvero dei bravi conversatori, tengono conto dello stile comunicativo dell’utilizzatore e fanno di tutto per essergli utili.

A dir la verità anche troppo: sembrano istruiti su modelli relazionali da Programmazione Neuro Linguistica. Molte allucinazioni e presunzioni di conoscenza derivano proprio dal modello relazionale utilizzato, che potrà e dovrà essere corretto, perché l’eccesso di ossequienza si trasforma facilmente in una trappola per l’utilizzatore.

La difficoltà del prompting è tutta qui: saper conversare per iscritto.