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Il destinatario ideale delle GenAI del linguaggio

Le GenAI possono essere considerate un prodotto di comunicazione. Essenzialmente lo sono: danno una risposta, forniscono informazione.

Un prodotto di comunicazione ha un destinatario ben preciso che deve utilizzare il prodotto per realizzare gli scopi di chi le produce. Per esempio, una mail di marketing ha lo scopo che il destinatario faccia quello che gli si propone di fare, clicca qui. Se il destinatario clicca lì, lo scopo è raggiunto. Il destinatario realizza lo scopo. Se non clicca, lo scopo è fallito.

Nelle comunicazioni che raggiungono milioni di destinatari il destinatario preciso è quello che si autoseleziona facendo quello che gli si propone di fare.

L’autoselezione si basa, in definitiva, sull’argomento e sul livello di qualità con cui viene trattato.

Le GenAI rispondono su qualsiasi argomento. Quindi, quel che ci interessa è capire il livello delle risposte, da cui deriveremo il destinatario preciso. Il destinatario preciso delle GenAI, la personas cliente, è chi riceve risposte che, così come sono, lo soddisfano.

Siccome io non sono un assassino, quando faccio una nuova conoscenza, non penso che colui sia un assassino. Ma se fossi un assassino, me lo domanderei immediatamente.

Chi è certo del proprio punto di vista, pensa che anche gli altri siano certi del loro, e pensa che sbaglia chi non è d’accordo con lui, sicché è rarissimo nella comunicazione digitale massificata, es. i social, che qualcuno convinca un altro che abbia in partenza un’opinione diversa.

Vale perché lo penso, siccome lo penso vale. Chi si trova in questa condizione è il destinatario ideale delle informazioni delle GenAI, perché le GenAI danno sempre ragione al cliente/interrogante (tranne quando è politicamente troppo scorretto).

Credo che sia a questo tipo di destinatario che pensa Walter Quattrociocchi quando parla di epistemia, un suo neologismo per indicare l’accettazione supina di informazioni scorrette camuffate da informazioni corrette grazie a uno stile linguistico corretto e adeguato.

Da questo punto di vista, il deficit più grave di questo destinatario è quello di tenere insieme la sopravvalutazione della sua competenza culturale (in genere non elevatissima), la sottovalutazione del dubbio di non saperne abbastanza, e il bisogno non negoziabile di approvazione. Non è una questione di sola scolarizzazione.

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