- Indipendentemente dalle GenAI
Se scrivi senza o con il supporto delle AI generative – GenAI, la domanda è la stessa: che cosa dico al lettore che non può trovare nel testo che si fa fare dalle GenAI? E come glielo dico?
Le GenAI sono concorrenti sul lettore, più che sulla normale concorrenza.
Le questioni principali sono due:
- le informazioni: sintetiche, visibili, utilizzabili;
- lo stile: chiaro, coinvolgente, identitario.
Le GenAI scrivono bene, ma il loro stile è ormai riconoscibile. Per esempio, usano correlazioni con troppi “ma”:
- non solo… ma anche
- è ottimo… ma
- è vero… ma
- il problema non è… ma è
Del resto, hanno in mente (si fa per dire) il livello medio dei testi web, che non corrisponde per forza al livello che il tuo lettore si aspetta dal tuo testo. Suggeriscono quasi invariabilmente di semplificare i concetti, di abbassare il livello tecnico, in modo da farsi capire da tutti. Non è una buona strategia per chi scrive per qualcuno, ma non per tutti.
Detto questo, bisogna farsi capire, altrimenti il destinatario non può fare quello che gli dici, vanificando l’obiettivo del tuo testo.
- Il metodo L’ink
Ne hanno già beneficiato dal 2002 migliaia di scrittori e più di cento organizzazioni.
Semplice, rapido:
- Metti solo le informazioni che servono a fare le cose che dici. Nel caso aggiungi le informazioni che ti tutelano
- Scrivi il titolo con quello che non puoi non dire. Di solito è lungo 65-80 caratteri
- Organizza le informazioni in paragrafi indipendenti e fai le note
Scrivi in modo chiaro. Sarai anche più persuasivo
- La chiarezza non esiste se non la definisci
Quando scriviamo ce la mettiamo tutta per essere chiari. Ma come facciamo a sapere se ci siamo riusciti, se quello che è chiaro per noi è chiaro anche per chi ci legge?
Noi facciamo riferimento:
- ai Principi e alle Linee guida della norma UNI ISO UNI ISO 24495-1:2024, Linguaggio chiaro – Parte 1: Principi e linee guida
- ai parametri, indicatori e regole della norma UNI 11482:2013 Elementi strutturali e aspetti linguistici delle comunicazioni scritte delle organizzazioni
I Principi della UNI ISO sono 4:
- I lettori ottengono ciò di cui hanno bisogno (rilevanza).
- I lettori possono trovare facilmente ciò di cui hanno bisogno (reperibilità).
- I lettori possono capire facilmente ciò che trovano (comprensibilità).
- I lettori possono usare facilmente le informazioni (usabilità).
Le Linee guida danno molti suggerimenti su come realizzarli, per esempio:
- Gli autori dovrebbero usare parole conosciute ai lettori.
- Usare strutture della fase che sono familiari ai lettori. Esempio 1: In italiano i lettori si aspettano la sequenza soggetto-verbo-oggetto.
- Mantenere le frasi ragionevolmente corte, ma variare la lunghezza delle frasi in modo da dare un buon ritmo al documento.
- Includere solo un concetto in ogni frase.
La norma UNI è più strutturata dal punto di vista linguistico e dà letteralmente i numeri della chiarezza. Regole principali:
- Lunghezza del periodo: massimo 40 parole
- Massimo 4 complementi indiretti per ogni verbo
- Incisi, frasi secondarie e passivi: minimo indispensabile
Le regole della norma UNI sono misurabili.
- La chiarezza non esiste se non la misuri
Noi misuriamo la chiarezza. Automaticamente, con
ReadEasy rilegge per te che non puoi chiedere a un collega di farlo. I periodi oscuri nascondono anche:
- concetti non messi a fuoco
- informazioni inutili e interpretabili diversamente
- errori di altro tipo, come le sviste grammaticali
Le GenAI non migliorano abbastanza il testo e a volte lo peggiorano, a meno che non sia stato prima ripulito con ReadEasy. Nemmeno le GenAI capiscono quello che non capirebbe il tuo lettore.
- Diamo… i numeri
Parole molto frequenti
- Verbo al participio presente: ogni 834 parole
- Nonché: ogni 1482,6 parole
- Ovvero: ogni 2080 parole
- Ivi: ogni 4468,5 parole
- Apposito: ogni 4579,5 parole
- A carico di: ogni 6350 parole (ma nei contratti ogni 1700 parole)
- Detto, predetto, suddetto e famiglia: ogni 1206 parole
- Detto: ogni 2735,5 parole
- Predetto: ogni 5896,2 parole
- Suddetto: ogni 6139,4 parole
- Famiglia: accennato, anzidetto, infra descritto, infra indicato, menzionato, preindicato, richiamato, ripetuto, sopra descritto, sopra indicato, sopra menzionato, sopra richiamato, sopraindicato, sottoriportato, su elencato, su richiamato, suaccennato, succitato, suelencato, suesposto, suesteso, suindicato, summenzionato, sunnominato, surrichiamato, surricordato.

Chi viene frainteso di più
| 1 fraintendimento ogni | |
| PA | 36 parole |
| Giuristi | 38 parole |
| Imprese | 45 parole |
Ogni quante parole sono violate le regole della norma UNI
| Periodi troppo lunghi | Troppi complementi indiretti per verbo | Incisi | Passivi | |
| PA | 581 | |||
| Imprese | 154 | |||
| Avvocati | 29,5 | |||
| Giudici | 31,99 |
Danni delle oscurità
- + 30-50% del tempo dei dipendenti che leggono
- + 20% del tempo dello scrittore che risponde ai chiarimenti
- Procedure lente e inefficaci
- Contenziosi
- Reputation
Risultati. Vedere per credere
Vantaggi della chiarezza
- Gradimento dei lettori: 96,8%
- Riduzione parole: 30% medio
- – 20-40% del tempo dei dipendenti che leggono
- Telefonate di chiarimento: -41,6% in tre mesi
- Aumento iscritti a newsletter: +89,7% in sei mesi
- Durata gestione reclamo: -50%
