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Con le GenAI, ortografia e altri dettagli diventano importanti

Giovanni Acerboni

Con l’AI generativa molti dettagli di scrittura diventano importanti.

  • è, perché, così ecc. si scrivono con la lettera accentata, non con l’apostrofo (es. e’, perche’). L’apostrofo è un token a sé, l’AI fa più fatica a ‘capire’ ed è meno precisa nella risposta;
  • a voler essere precisi, accenti gravi (è) e acuti (é) non sono proprio la stessa cosa, nemmeno per l’AI;
  • po’ si scrive con l’apostrofo, non con l’accento (pò). Problema inverso, stesso risultato;
  • le voci negli elenchi puntati e numerati vanno separate con il punto e virgola. La virgola o l’assenza di punteggiatura peggiorano le prestazioni delle AI, soprattutto quando le voci sono lunghe e contengono già delle virgole. Con il Natural Language Processing va anche peggio: qualsiasi a capo forzato con Enter corrisponde alla fine del periodo. Roba da sfalsare di brutto l’analisi di un testo;
  • alla fine del periodo bisogna ricordarsi di mettere il punto. Sembra ovvio, ma c’è chi non lo fa.

Anche queste cosucce fanno parte del garbage in. Sommate alle cose più serie, il garbage out rischia di ridurre troppo l’utilità delle AI.

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