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"Fare cose con le parole"

La Lingua Azionale: 4 milioni di specialisti che non si capiscono tra loro

di Giovanni Acerboni, 8 ottobre 2021

 

La storia della lingua italiana racconta principalmente due cose:

Restano fuori delle competenze (e degli interessi) di lettura le cosiddette lingue speciali (o linguaggi specialistici), che si caratterizzano soprattutto per un lessico tecnico iper-specializzato e dunque comprensibile solo dalle comunità di specialisti che le utilizzano. Se un membro della comunità non capisce un testo, è per via della sua incompleta preparazione culturale. Capire le lingue speciali è una questione di conoscenza della materia, non di conoscenza della lingua.

Tra le lingue speciali vi è quella del diritto. Rispetto ad altre e soprattutto rispetto a quelle delle scienze dure (informatica, chimica ecc.), la lingua del diritto si caratterizza per un’architettura complessa delle frasi (tipica anche della lingua della critica letteraria).

La lingua del diritto ha generato due sotto-lingue speciali, molto simili tra loro: la lingua delle leggi e la lingua della burocrazia. La prima è utilizzata dai legislativi (laurati in legge), la seconda da tutti coloro che scrivono negli uffici (non necessariamente laureati, e non necessariamente laureati in legge), e che, tra le varie fonti, hanno quasi sempre una legge, e tendono fatalmente a imitarne la struttura informativa e lo stile (per questo le due sotto-lingue sono simili).

La particolarità di queste due sotto-lingue è che servono a comunicare cose da fare, per cui propongo di chiamarle entrambe con il solo nome di Lingua Azionale e di abbandonare diciture come ‘legalese’, ‘burocratese’, aziendalese’ ecc. che implicano un giudizio negativo (‘chimichese’ lo implica? no) e non rendono conto della funzione appunto azionale.

La comunità di specialisti che si serve della Lingua Azionale è composta da circa 4 milioni di italiani:

La Lingua Azionale ha quattro paradossi.

Il primo paradosso è che la Lingua Azionale non viene intesa facilmente dai membri stessi della comunità, che si lamentano continuamente di faticare a capire gli scritti degli altri membri. Addirittura, si additano l’un l’altro come incapaci di scrivere. Giudici e avvocati si lamentano delle leggi, gli avvocati si lamentano dei colleghi e delle sentenze, i giudici degli atti degli avvocati (tanto che hanno imposto loro per legge delle regole di scrittura), i tecnici si lamentano dei colleghi e così via.

Il secondo paradosso è che l’incomprensibilità della Lingua Azionale non risiede nelle parole tecniche, non è dovuta a un difetto di conoscenza del lettore, ma risiede nell’architettura del discorso e delle frasi, cioè nella struttura informativa e nella forma. In altri termini, non è il CHE COSA ma è il COME a rendere la Lingua Azionale ostica per i membri della comunità.

Il terzo paradosso è che i membri della comunità scrivono tutti nello stesso modo, utilizzano lo stesso COME. Tutte le leggi sono scritte nello stesso modo, e lo stesso vale per contratti, atti forensi, sentenze, policy... È impossibile distinguere dal COME una legge sul fisco da una sull’ambiente, una sentenza di primo grado da una della Cassazione, l’atto di un avvocato da quello del suo avversario, l’Informativa Privacy di una banca da quella di una regione...

La Lingua Azionale è dunque l’unica tra le lingue speciali a essere difficilmente comprensibile ai membri della sua comunità a causa del COME.

In che cosa consiste il COME è presto detto:

Tutti i membri della comunità della Lingua Azionale hanno le competenze per utilizzare un COME diverso. Si tratta in sostanza di ricorrere alle competenze scolastiche, le stesse che abbiamo tutti (forse non tutti, ma loro sì). Perché non ricorrono? Nella mia esperienza ho visto che non c’è una sola risposta:

Queste risposte, tranne l’ultima, spiegano i primi tre paradossi della Lingua Azionale.

Tuttavia il tema ci interesserebbe fino a un certo punto, perché la difficile comprensione tra i membri di questa comunità potrebbe essere considerato un problema loro: che se lo risolvano tra loro.
Però il fatto è che la Lingua Azionale ha un effetto disastroso sulla collettività, perché, unica tra le lingue speciali, viene utilizzata per comunicare con chi non fa parte della comunità degli specialisti.

Poiché è il COME la sua caratteristica specifica, la Lingua Azionale viene utilizzata per ogni tipo di CHE COSA, sia i CHE COSA tecnicamente più complessi sia quelli semplicissimi, come nell’Avviso qui sotto, che contiene, per l’appunto, tutte le caratteristiche linguistiche che ho elencato prima:


Quando esce dal suo recinto, la Lingua Azionale diventa perfida e addirittura autolesionistica, perché, complicando a dismisura la leggibilità di qualsiasi contenuto, ostacola o persino impedisce che il destinatario faccia quello che gli viene (ri)chiesto.

Siamo al quarto paradosso: per le sue caratteristiche attuali, la Lingua Azionale nega la sua ragion d’essere, sembra fatta per lo scopo opposto: far non fare, o far fare male e tardi.

Sono partito dalla storia della lingua e ci voglio tornare, per dire che la diffusione delle capacità di lettura e scrittura non è stata sospinta dalla lingua in se stessa (anche se Dante e Manzoni, per esempio, hanno dato il loro bel contributo) ma dall’evoluzione della società, voluta e compiuta da esseri umani dotati di volontà, visione, valori ecc.

Sono queste cose, siamo tutti noi in sostanza, a poter indurre la comunità degli specialisti della Lingua Azionale a renderla comprensibile, perché ottenerla dal punto di vista linguistico è semplicissimo.

Nota bene: abbiamo stimato che il costo della Lingua Azionale per il sistema Paese è di 56 miliardi di Euro all’anno.